domingo, 25 de octubre de 2009

Cuadro Comparativo: Adopción y Adrogación

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http://sites.google.com/site/derechoromanoucc/cuadro-comparativo-adopcion-y-adrogacion

Nuevo Seminario en Córdoba: 19 de Noviembre del corriente año.

PROGRAMA


10 hs. Encuentro en el Departamento de Derecho Civil de la Universidad Nacional.

10.30 hs. Visita al Templete de Vélez Sársfield, donde se encuentran los manuscritos originales del código civil.

11.30 hs. Exposiciones:

C. MASI DORIA, Francesco De Martino e l’«ignorantia iuris»: un problema storico giuridico tra Italia e Argentina;

C. CASCIONE, Il paese detto de los patagones;

13 hs. Interrupción para almuerzo.

14.30 hs. Exposiciones:

G. MARINO, «Aliud initium libertatis». Variazioni su d’un tema di Giuseppe Capograssi;

C. NITSCH, Renato Treves esule in Argentina. Dalla filosofia del diritto alla sociologia del diritto;

GHIRARDI, Juan C. La influencia italiana en la generación argentina de 1937.

16 hs. Visita guiada por la Universidad jesuítica, declarada patrimonio de la Humanidad por la UNESCO.

sábado, 24 de octubre de 2009

Programa para Curso en "La Sapienza"

FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA



SEZIONE “ISTITUTO DI DIRITTO ROMANO E DEI DIRITTI DELL’ORIENTE MEDITERRANEO”


DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE
CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN DIRITTO ROMANO


Direttori onorari: † FELICIANO SERRAO, † MARIO TALAMANCA


Direttore: PIERANGELO CATALANO
ANNO ACCADEMICO 2009-2010

Il Corso avrà inizio il 18 gennaio 2010 e terminerà il 9 giugno 2010.
Insegnamenti

1. Diritto pubblico; 2. Persone; 3. Successioni; 4. Proprietà e diritti reali; 5.Obbligazioni I; 6. Obbligazioni II; 7. Diritto commerciale; 8. Diritto processuale privato; 9. Diritto penale; 10. Diritto bizantino; 11. Diritto comune; 12. Storia delle fonti.
Docenti

Lezioni e seminari saranno tenuti dai professori dell’Università di Roma “La Sapienza”:

MASSIMO BRUTTI, LUIGI CAPOGROSSI COLOGNESI, MARIO CARAVALE, PIERANGELO CATALANO, GIULIANO CRIFÒ, OLIVIERO DILIBERTO, ANDREA DI PORTO, ANTONIO MASI, SANDRO SCHIPANI, SALVATORE TONDO.

Un seminario di Epigrafia giuridica sarà tenuto da MARCO BUONOCORE, della Biblioteca Apostolica Vaticana.

Saranno organizzati altri seminari di studiosi italiani e stranieri.
Attestato di frequenza

Agli iscritti al Corso che avranno regolarmente frequentato sarà rilasciato un “attestato di frequenza”.

* * *

MODALITÀ DI ISCRIZIONE
Al Corso possono iscriversi i laureati in Giurisprudenza o in Lettere classiche in un´ Università italiana e coloro che hanno conseguito un titolo equivalente a queste lauree in un’Università straniera.
L’iscrizione avviene mediante:
1) domanda di iscrizione al Corso, da far pervenire alla Segreteria della Sezione “Istituto di Diritto romano e dei diritti dell’Oriente mediterraneo” del Dipartimento di Scienze giuridiche, Università di Roma “La Sapienza”, entro il 10 dicembre 2009, con una delle seguenti modalità:

a. consegnandola di persona, nell’orario di apertura della Segreteria della Sezione;

b. inviandola per posta al seguente indirizzo: Università di Roma “La Sapienza”, Corso di Alta formazione in Diritto romano, c/o Poste Italiane – Agenzia 62 – Box 90 - 00185 Roma;

c. inviandola per fax: (0039) 06-49910241 ovvero 06-49910070.

Tale domanda dovrà essere accompagnata da copia autentica del certificato di laurea (con esami) in Giurisprudenza o in Lettere classiche conseguito in un’Università italiana o in un’Università straniera.

2) registrazione, solo dopo l’accettazione della domanda (accettazione che verrà comunicata), nel sistema informativo dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” seguendo le istruzioni indicate sul sito www.uniroma1.it.

Al termine della registrazione il sistema rilascerà un numero di matricola che dovrà essere inserito nella domanda di ammissione al CAF (Centro Assistenza Fiscale).

Qualora il candidato fosse stato già iscritto ad un corso di laurea della Sapienza non dovrà procedere alla registrazione: in tal caso sarà sufficiente riportare il numero di matricola nella dichiarazione (n. 1).

Per eventuali informazioni sulle modalità di registrazione è possibile contattare il CIAO (Centro informazioni accoglienza e orientamento):

Sede P.le Aldo Moro, 5 - Palazzo del Rettorato

Apertura dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 17.00

Tel. (+39) 0649910200/0289 Fax (+39) 0649910032

email ciao@uniroma1.it Sito www.uniroma1.it/ciao

3) pagamento della tassa di iscrizione

Il pagamento deve essere effettuato utilizzando esclusivamente il modulo scaricabile dal sito www.infostud.uniroma1.it , inserendo il proprio numero di matricola e la password personale.

Nell’ordine si dovrà selezionare:

"Tasse > Immatricolazione Corsi alta formazione - inserire il codice del corso > Avanti – Stampa”.

Il pagamento, di importo pari a 750.00 Euro, dovrà essere effettuato esclusivamente presso una qualunque filiale del Gruppo UniCredit - Banca ubicata sul territorio nazionale e potrà essere effettuato:

- in contanti;

- on line, mediante carta di credito, sul sito www.uniroma1.it/studenti/tasse/pagamenti.php;

- con assegno di conto corrente bancario emesso dal candidato intestato a Gruppo UniCredit - Banca;

- con assegno di conto corrente bancario emesso da una terza persona in favore del candidato tratto da qualsiasi banca (l’assegno, al fine di effettuare il pagamento, dovrà comunque essere depositato presso una qualunque filiale del Gruppo UniCredit – Banca).
La tassa di iscrizione non può essere rimborsata salvo nel caso in cui il corso non venga attivato.

* * *

Si fa presente che né la Direzione del Corso né l’Università di Roma “La Sapienza” possono occuparsi dell’alloggio degli iscritti al Corso, né possono prevedere finanziamenti ad hoc. L’accesso ai servizi dell’Università (quali la mensa) è subordinato alla formale iscrizione al Corso (compreso il versamento della tassa di iscrizione).

BORSE DI STUDIO DEL COMUNE DI ROMA

DEL CONSORZIO INTERUNIVERSITARIO GÉRARD BOULVERT E DI ALTRE ISTITUZIONI

Il Comune di Roma offre tradizionalmente tre borse di studio per cittadini stranieri formalmente iscritti e frequentanti, dell’importo di 4.000 euro ciascuna. La domanda, che dovrà fare riferimento al Corso di Alta formazione in Diritto romano, dovrà essere spedita al Comune di Roma (l’indirizzo è specificato nel bando), tramite raccomandata postale con avviso di ricevimento. Termine per la presentazione della domanda sarà il 30 marzo 2010 (farà fede il timbro a data dell’ufficio postale accettante).

Il Consorzio Interuniversitario Gérard Boulvert, in collaborazione con il Gruppo di ricerca sulla diffusione del Diritto romano, offre una borsa di studio per cittadini stranieri formalmente iscritti e frequentanti, dell’importo di 4.000 euro. La domanda dovrà essere fatta pervenire al Corso di Alta formazione in Diritto romano (l’indirizzo è specificato nel bando), entro il 30 marzo 2010.

La eventuale offerta di borse di studio da parte di altre Istituzioni sarà resa nota nel sito della Facoltà di Giurisprudenza
I bandi di concorso, quando emanati, saranno accessibili dal sito della Facoltà di Giurisprudenza; per l’accesso immediato al sito, digitare http://w3.uniroma1.it/ius/index.htm..
Per la presentazione delle domande di borsa di studio sarà sufficiente aver già presentato domanda di iscrizione ed effettuato la registrazione al Corso di Alta formazione.

* * *
Si rivolge una particolare preghiera ai Colleghi delle Università straniere di voler dare comunicazione del presente avviso ai propri allievi.
Roma, 11 ottobre 2009

Il Direttore

prof. Pierangelo Catalano

CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN DIRITTO ROMANO


Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “La Sapienza”


00185 Roma – Poste Italiane - Agenzia 62 - Box 90


tel.: (0039) 06 49910685 ovvero 49910379; fax: (0039) 06 49910070 ovvero 49910241


e-mail: csdromano@uniroma1.it

Invitación a Curso en "La Sapienza"



UNIVERSITA’ DI ROMA “LA SAPIENZA”

FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA

CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN DIRITTO ROMANO

__________________________________________________________________________________________________ Roma lì, 13 ottobre 2009

Illustre Collega,

Le invio l’annuncio del Corso di Alta Formazione in Diritto romano dell’Università di Roma “La Sapienza” per l’anno accademico 2009-2010. La prego di volerlo diffondere tra i Suoi colleghi ed allievi.

La domanda di iscrizione al Corso dovrà pervenire presso l’ “Istituto di Diritto romano e dei diritti dell’Oriente mediterraneo”, entro il 10 dicembre 2009.

Per gli iscritti stranieri che conoscano la lingua italiana sono previste le tradizionali borse di studio del Comune di Roma e una borsa di studio del Consorzio Interuniversitario Gérard Boulvert. Le domande concernenti le borse di studio dovranno pervenire entro il 30 marzo 2010, secondo le modalità indicate nell’allegato,
Grato per l’attenzione e la collaborazione, porgo molti cordiali saluti
prof. Pierangelo Catalano
Allegato: 1
____________________________________________________________________________________________________

Direttore: Prof. Pierangelo Catalano TEL. +39 06 49910685

c/o POSTE ITALIANE – AG. 62- BOX 90 (UNIVERSITA’ DI ROMA “LA SAPIENZA”- 00185 ROMA FAX +39 06 49910070

Bases de la Masonería en la Antigua Roma.

Publicado en Zeus Córdoba. Revista Jurídica Semanal. N° 352, Año VIII, 11 de Agosto de 2009, Tomo 15, Sección Doctrina, pág. 141 a 144. Trabajo de investigación relacionado con la figura de Numa Pompilio contenida en la Unidad II punto 1, 1) del Programa de la Asignatura.
Descargar Archivo:

http://sites.google.com/site/derechoromanoucc/bases-de-la-masoneria-en-la-antigua-roma


Seminario de Derecho Romano sobre Aulo Gelio: Los Derechos y Deberes del Juez y La Pintura de la Justicia


Seminario de Derecho Romano


Temas tratar: Textos de Aulo Gelio. La disertación de Favorino sobre los derechos y deberes del juez. La pintura de la justicia de Crisipo.

Fecha de Realización: 23 de Septiembre de 2009.

Aulo Gelio: Disertación de Favorino respondiendo a una pregunta mía sobre la función de juez .

Se presenta un conflicto que versa sobre lo siguiente:

Una parte reclamaba dinero no recibido a otra que a su vez afirmaba que había sido entregado, apoyándose en argumentos poco sólidos. Pero quien reclamaba era una persona honorable y de vida intachable con grandes ejemplos de su sinceridad y nobleza; todo lo contrario a la persona del reclamado que era de gran fortuna pero de vida indecente, mentiroso y fraudulento entre otros varios calificativos denigrantes.

Quien debía decidir, en este caso el narrador, acude a ver al filósofo Favorino quien lo instruye de la siguiente forma…

Seguir el criterio de Marco Porcio Catón, quien en el discurso que pronunció contra Gneo Gelio, en su defensa de L. Turio dijo: Según la tradición observada por los antepasados, si una transacción entre dos personas no podía demostrarse con tabillas ni testigos (como en este caso), entonces que se preguntara ante el juez que conocía la causa quien de ellos era mejor persona, y si ambos eran igualmente buenos o malos, que se diera crédito a quien era objeto de la reclamación y que se emitiera veredicto favorable a éste. En este caso quien reclama es mejor persona pues otorga tu confianza a quien reclama. Aún así el narrador no convencido de resolver por su corta edad dijo no tener claros los criterios al respecto y fue liberado de aquella función de juez.

Algunas preguntas a resolver en función de la disertación de Favorino…

¿Debe el juez juzgar en función de lo que sabe con anterioridad al juicio o según lo que en él se diga?

¿Debe el juez resolver siempre como juez, o bien si se da el caso, puede posponer sus funciones de juez y asumir el papel de amigo común y/o pacificador?

¿Puede el juez preguntar lo que es preciso preguntar aunque a quien interesa el conflicto no lo diga ni lo pida? Tal cosa… ¿sería defender en lugar de juzgar?

¿Puede el juez emitir su opinión sobre el caso antes de pronunciar sentencia?

La Justicia

“Constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi”

Ulpiano

“Principio de coordinación entre seres subjetivos”

Del Vecchio

“La actuación del propio obrar”

Platón

“La virtud del amor al sumo bien o Dios”

San Agustín

"Hábito virtuoso de la voluntad por el cual somos inclinados con firmeza y constancia a dar a cada uno su derecho"

Santo Tomás de Aquino



Descripción de la justicia según Lázaro Luis Cosacov en la obra: “La Peregrinación de la Justicia ” y su contraste con “La Pintura de la Justicia ” de Crisipo según relato de Aulo Gelio”



… No he dado término a mis días porque de mí está pendiente la Humanidad. Si lo hiciese, ésta moriría. Vivo porque tengo responsabilidades que atender, entre otras, sostener y alimentar los propósitos de hombres buenos. Los que no lo son, triunfan cotidianamente, minuto a minuto, hora a hora; están repletos de imposibles confesados e inconfesables y tienen revueltas sus almas. Más no puedo abandonarlos y entregarme al dolor porque tengo que llevarlos adelante. El sufrimiento es para mí un lujo y no me es dable esta tregua. Debo seguir la lucha.

Mi amor a la Humanidad, como todos los amores, está construido de dignidad y paciencia y lo que discierno se diluye en la vida de cada hombre de modo imperceptible e impalpable, como le ocurre al bosque que, sin proponérselo, mezcla con verde el aire azul que lo envuelve. Mi substancia es etérea , imponderable y osmótica y se propaga por el alma de todos los hombres. Quieta, dormita como esperanza y, movilizada, circula con ardor invitando a la acción, como el icor de mis arterias. Creo en el hombre, que es piedra preciosa de difícil tallado y yo soy su irritativo cincel. Y el Hombre cree en mí. Estas son las razones de mi existencia y por ellas sobrevivo.

Los hombres me representan como una mujer joven, bella y de cuerpo turgente. Eso fue hace mucho y allá lejos cuando creían en los dioses del Olimpo y ahora no es verdad. Esos dioses han muerto. Yo no y me he vuelto vieja, muy vieja, tanto que no tengo sexo. Mi edad es la del tiempo que se sabe de los hombres. [Crisipo es uno de los que describe a la Justicia como una mujer joven y bella, que a su vez es virgen, simbolizando que es insobornable y que en modo alguno transige ante los malvados, ni presta oídos a palabras indulgentes, ni a súplicas, ni a ruegos, ni a adulaciones, ni a nada que a ello parezca]

¡Mi rostro, mis manos!... Todo mi cuerpo es sarmentoso. Mis arrugas son costurones y caminos de experiencias. El brillo de mis pupilas no es de juventud, sino de huellas de lágrimas. [En cuanto al aspecto de la mirada triste hay coincidencias con Crisipo quien describe a la Justicia con una mirada dura y temible, con brillo muy vivo en sus ojos, ni sumisa ni amenazante, pero con la dignidad de cierta tristeza venerable. Por el significado de esta imagen Crisipo quiso dar a entender que el Juez, que es sacerdote de la Justicia, ha de ser serio, íntegro, severo, incorrupto, insobornable, inmisericorde con los malvados y culpables, inexorable, rígido, firme, con autoridad, terrible por la fuerza y majestad de la equidad y la verdad] Peino canas y la Luna les dio color. Mis ojos son cósmicos y endrinos , porque el Espacio y la Noche están en ellos. Los hombres les pusieron una venda y siempre supe que tras ésta se esconde una herida. Pero mis ojos son sanos y profundos, acostumbrados a la luz, aunque al final de cada jornada puedan mostrar alguna fatiga.

Mi boca, con sabor a eternidad, está intacta y mi dicción es perfecta, como agradable el timbre de la voz. Llevo el cuerpo erguido y no tengo deformaciones. [Nueva diferencia con Crisipo el cual sostiene la belleza y juventud del cuerpo de la Justicia] Mi vestimenta es elegante y adecuada a mi rango. Tengo distinción, modales diplomáticos y trasunto simpatía. Inspiro veneración.

No comprendo por qué los hombres me exhiben como una mujer joven y bella, animada por eviterna juventud. Sin fin es mi vejez y soy valiosa por mi espíritu y experiencia. [ataque a la descripción de Crisipo] Tengo Historia y Libertad. Estas son mi riquezas y con ellas construyo mi Sabiduría. Sí, en verdad, no comprendo por qué dan otra imagen contra lógica y razón y ocultan mi auténtico rostro, como si fuera una vergüenza. Me adosan una balanza. ¡Qué horrible, Dios mío! ¡Confundirme con una almacenera, como si mi ocupación consistiera en pesar y vender mercaderías!

También estoy enterada que la venda que han puesto sobre los ojos de mi falsa imagen es para que no vea a quienes reclaman mi intervención. ¡Qué ridiculez! ¿Cómo no ver a los quejosos? Sus caras, sus ojos, gestos y ademanes trasuntan verdades y mentiras. La venda dice de la vacilante fe que tienen los hombres y piensan me determinaré por impulsos o simpatías. Y si se trata de intereses o presiones, ninguna importancia tiene que vea o no. ¿Acaso los jueces que deciden llevan vendas sobre sus ojos?

¡Ah, la venda! ¿Han querido significar que todos son iguales ante mi? Entonces debieron decir también que soy sorda, porque aquélla no me impide oír. Me exhiben como una mutilada. ¡Es increíble cómo han deformado mi imagen! ¡Hasta una espada me han puesto! No sé como manejarla y ella no se compadece con al imagen liviana y casi infantil que me adjudican. Además, si han vendado mis ojos, ¿ Cómo saber dónde y a quién dirigir la espada? Y otro absurdo: ¡blandir yo semejante arma! No; soy una señora de edad, delicada y de aspecto agradable. Llevo serenidad, que confiere la Sabiduría. No inspiro temor. Más natural hubiese sido imaginarme Hada, siempre dispuesta a ayudar y a hacer el Bien.

Trabajo en un jardín rodeada de inocentes animalitos. A mi lado hay una fuente de agua cristalina y fresca para que beban los sedientos que a mí acuden y una canasta con pan para los hambrientos. No hay estridencia a mi alrededor. Durante el día, trinos, y el Sol radiante y una ligera brisa que empuja al Tiempo; por la noche, una gran Cielo que tiñe de añil a la Tierra. No me hastío jamás. Es una constante de mi existencia. Siempre estoy en combustión. Lo observo todo; lo sé todo desde mi morada. Cuanto ocurre en la Tierra no me causa extrañeza ni me es ajeno y nada escapa de mi curiosidad poliédrica … [Algunos expertos en ciencias difíciles sostienen que las palabras de Crisipo a la hora de pintar a la Justicia, en realidad responden a la imagen de la Crueldad].

Decálogo del Juez

• No olvides jamás tu condición de abogado.

• Preserva férreamente tu libertad interior.

• Eres magistrado: considérate ejemplo y sé modesto.

• Cumples una función: no hagas víctimas ni amigos.

• Obra con prudencia, energía y objetividad.

• Comprende a la gente: ten presente tus limitaciones.

• Huye del estrépito y de la publicidad.

• No tengas miedo a la pobreza ni apego al cargo.

• No temas a la soledad.

• Cultiva tu señorío.

Decálogo del Abogado

• No pases por encima de un estado de tu conciencia.

• No afectes una convicción que no tengas.

• No te rindas ante la popularidad ni adules la tiranía.

• Piensa siempre que tu eres para el cliente y no el cliente para ti.

• No procures nunca en los tribunales ser más que los magistrados, pero no consientas ser menos.

• Ten fe en la razón que es lo que en general prevalece.

• Pon la moral por encima de las leyes.

• Aprecia como el mejor de los textos el sentido común.

• Procura la paz como el mayor de los triunfos.

• Busca siempre la justicia por el camino de la sinceridad y sin otras armas que las de tu saber.

Decálogo del Notario

• Honra tu ministerio.

• Abstente, si la más leve duda opaca la transparencia de tu actuación.

• Rinde culto a la verdad.

• Obra con prudencia.

• Estudia con pasión.

• Asesora con lealtad.

• Inspírate en la equidad.

• Cíñete a la ley.

• Ejerce con dignidad.

• Recuerda que tu misión es “evitar contienda entre los hombres”.

Conclusiones con respecto a la figura del Juez
… La sociedad debe comprender que cuando se designa un juez, es a los fines de que el Estado pueda funcionar con una adecuada rutina y realizar así el bien común políticamente hablando, el que a su vez, necesita en manera impostergable que exista alguien quien tenga la autoridad –inicialmente no moral, sino institucional. Para decir la palabra última. En alguna forma, el descreimiento que en el Poder Judicial hemos vivenciado y reflejado para por no reconocerse que otro ciudadano puede y debe ejercer la última palabra…

… La sociedad en rigor espera del Poder Judicial, no sólo que tenga la última palabra por la legitimidad institucional ya referenciada, sino que le sume a ella, la incuestionable dignidad moral que impone siempre la magistratura...

... El Poder Judicial lejos de ser un poder nulo, débil o anodino; muestra su fortaleza desde la pasividad. No necesita estar para ser, no requiere de los otros Poderes para ser el mismo. El poder que cada uno de los jueces tiene, hace la sumatoria del Poder Judicial y los jueces tienen dicho poder, sólo en función de las dos legitimidades indicadas, y que deben funcionar en una misma sintonía de realización y comunidad de vida, como son: la institucional y la moral...

... Si como dijera Aristóteles, "el Juez es la justicia que camina", decimos nosotros -parafraseando al ilustre Protágoras- el Juez es la medida de todas las cosas. Mas ser medida, es ser patrón y definición para otros y por ello, quien lo es, no puede entonces, tener la variabilidad de la atmósfera, la flexibilidad del metal o los comunes y corrientes humores de quien no conduce la cosa pública...


Bibliografía


COSACOV, Lázaro Luis. La Peregrinación de la Justicia. Marcos Lerner Editora Córdoba S.A. 1979. Argentina.

GELIO, Aulo. Noches Áticas. Edición de Manuel Antonio Marcos Casquero y Avelino Domínguez García. Ediciones Griegas y Latinas. Universidad de León. 2006. Tomo II, libro XIV, página 115.

CRISIPO. Memorables. 1,1,11. Sobre Crisipo, véase nota a 1,2,10.

MÉHÉSZ, Cornél Zoltán. Iudex Romanus. Universidad Nacional de Córdoba. Dirección General de Publicaciones, Córdoba, Argentina. 1968. Apartado del Boletín de Derecho y Ciencias Sociales. Año XXXI. Nros. 4 -5 – 1967. Págs. 28, 29, 36 y 37.

OSSORIO, Ángel. El Alma de la Toga. Valletta Ediciones. Argentina 2006.

OSSORIO, Manuel. Diccionario de Ciencias Jurídicas, Políticas y Sociales. 26° Edición Actualizada, corregida y aumentada por Guillermo Cabanellas de las Cuevas. Editorial Heliasta. 1996.

ORGAZ, Arturo. Diccionario de Derecho y Ciencias Sociales. Editorial Assandri. Córdoba, República Argentina. Agosto de 1956.


Importante Resolución Rectoral para los Alumnos


RESOLUCION RECTORAL Nº 699 - Córdoba, 03 de septiembre de 2007
VISTO: lo normado por el Reglamento de Admisión, Enseñanza y Promoción en sus artículos 124, 125 y 126 sobre exámenes finales;
Y CONSIDERANDO: que las mencionadas normativas refieren a las modalidades de épocas y turnos de exámenes finales;
que, a los efectos de lograr una mayor precisión y ciertas reformas a lo referido en las normas mencionadas, se han presentado proyectos de modificación de los citados artículos; que, como antecedentes podemos citar los tratamientos realizados por el Honorable Consejo Académico en sus sesiones del 17 de junio de 1986 (Acta 545), 15 de julio de 1986 (Acta 546) y 20 de febrero de 2007 (Acta 760); que, respetando la coherencia y unidad propias del cuerpo reglamentario de la Universidad, resulta pertinente que la nueva normativa sea incorporada en el Reglamento de Admisión, Enseñanza y Promoción, evitando de ese modo que lo normado se encuentre disperso en diferentes instrumentos. EL RECTOR DE LA UNIVERSIDAD CATOLICA DE CORDOBA
R E S U E L V E:
Art. 1º) Aprobar los nuevos textos de los artículos 124, 125 y 126 del "REGLAMENTO DE ADMISIÓN, ENSEÑANZA Y PROMOCIÓN" referido a consideraciones sobre exámenes finales, transcriptos en el Anexo de la presente .
Art. 2º) Modificar el texto del "REGLAMENTO DE ADMISIÓN, ENSEÑANZA Y PROMOCIÓN", en sus artículos 124, 125 y 126 de acuerdo a lo aprobado en el artículo 1º, y disponer su difusión e inmediata vigencia en el ámbito de esta Universidad.
Art. 3°) Comunicar la presente para su registro a la Secretaría Académica de la Universidad y demás organismos que correspondiere y, una vez cumplido, que se proceda a su archivo.
RESOLUCION RECTORAL Nº 699/07
ANEXO
REGLAMENTO DE ADMISIÓN, ENSEÑANZA Y PROMOCIÓN
NUEVO TEXTO DE LOS ARTÍCULOS 124, 125 y 126
EPOCAS DE EXAMENES FINALES
124. Los exámenes finales se dispondrán en Turnos incluidos en Épocas Ordinarias y Épocas Especiales.
125. Cada Época Ordinaria de exámenes constará de hasta dos Turnos, los cuales se regirán por las disposiciones siguientes:
a) Los alumnos tendrán la posibilidad de realizar la inscripción a examen final de una asignatura sólo en uno de los Turnos programados en determinada Época, cada vez.
b) La no aprobación en un examen de determinada asignatura y Época, inhabilitará la posibilidad de inscripción del alumno en otro Turno disponible en la misma Época para esa asignatura.
c) La inasistencia del alumno inscripto al examen de determinada asignatura en un Turno de cierta Época, no le impedirá disponer de la posibilidad de utilizar otro Turno que se hallare programado para tal asignatura en la misma Época.
d) Los alumnos de intercambio pueden hacer uso de todos los Turnos de una misma Época y asignatura, aún cuando no aprobaren en alguno de aquéllos.
e) Las solicitudes de inscripción a un turno se podrán realizar hasta veinticuatro horas hábiles previas a la fecha y hora establecidas para el examen.
126. Los Turnos de las dos Épocas Especiales de exámenes finales se asignarán entre los meses de abril y mayo, y entre los meses de septiembre y octubre. Sólo habrá un único Turno por Época y asignatura. Estas Épocas se le computarán al alumno en el total de las que se prevén para el mantenimiento de la regularidad, cuando se hubiere inscripto para rendir durante las mismas, se presentare o no al examen correspondiente.
El Turno de una Época Especial se podrá conceder:
a) Para los alumnos que, previo aviso y justificación posterior ante el responsable de la Unidad Académica, se hubieren ausentado del país en viaje de estudios, hasta seis meses después de su regreso; o, con anterioridad a su partida, si la asignatura que pretendieren rendir fuere condición ineludible para la realización del viaje o el otorgamiento de la beca.
b) Para los alumnos que hubieren regularizado todas las asignaturas de la carrera.
c) Cuando el pedido hubiere sido presentado a la autoridad correspondiente de la Unidad Académica en las fechas y formas fijadas.
d) Para los demás casos que determinare el Honorable Consejo Académico.

jueves, 15 de octubre de 2009

Casos Prácticos sobre Unidad VIII

Casos del Manual:

1) En la época anterior a Diocleciano: Alex, “Galo” y Mario Antistio, “Romano” tienen un juicio… ¿A qué magistrados y a que jueces deben acudir?.

Respuesta: al Pretor Peregrino y a los Recuperatores.

Tener en cuenta en este caso que la intervención del Pretor (ya sea urbano o peregrino) depende del contexto temporal. Si nos ubicamos en el período que va del año 753 a. J.C. hasta el 509 a. J.C. tenemos la figura del Rey. Del 509 a. J.C. al 367 a. J.C. al Cónsul. Y recién a partir del 367 a. J.C. a los Pretores hasta la creación de los Prefectos.

El segundo aspecto es identificar las condición de ciudadano de una de las partes (Mario Antistio) y la de extranjero de la otra (Alex).

2) En Sicilia dos “Romanos” tienen un pleito por valor de doce mil quinientos sextercios. ¿A que magistrado y a que juez deben acudir?
Respuesta: a los Duumviros o Quartourviros, según el caso, y luego a un iudex.

Tener en cuenta que el litigio no supera los 15.000 sextercios. En el caso de superarlos ya intervendría el Pretor de Roma. Como se trata de una cuestión de derecho estricto (porque versa sobre una cuestión establecida por las partes cuyo valor ha sido cuantificado) interviene el Iudex.

En el caso de los Duumviros (si eran 2) o Quartourviros (si eran 4) intervenían siempre en juicios hasta 15. 000 sextercios.

3) Dos personas que discuten en Roma sobre la libertad de un esclavo. A qué magistrado y a que jueces deben acudir?... Y si litigases por las acciones de la ley, ¿cuánto apostarían?

 

Respuesta: al Pretor Urbano, y luego al tribunal de los Decenviros. Apuestan 50 Ases.

Tener en cuenta que la discusión es en Roma. Que los procesos de libertad de un esclavo son materia específica en la competencia de los jueces, es decir, hay un juez que tiene en forma única dicha competencia. Por último este tipo de procesos junto a los que tienen por objeto un valor inferior a mil ases llevan la misma apuesta (50 ases).

4) Dos hermanos, “ciudadanos romanos”, litigan en la Galia Narbonense donde se domicilian. ¿A qué magistrado y qué jueces concurren?

Respuesta: al Gobernador de la provincia como magistrado, y luego a los jueces árbitros.

Tener en cuenta que el lugar donde se lleva a cabo el litigio es una Provincia.

Por otro lado la resolución del conflicto entre los hermanos implican una cuestión de equidad y buena fe.

Otros Casos:

5) Dos socios, “romanos” tienen un pleito en Roma. ¿A qué magistrados y a qué jueces deben acudir?

Respuesta: Deben acudir al Pretor Urbano y al Arbiter.

6) Juicio sucesorio en Roma donde se discute el derecho de personas ciudadanas “romana”. ¿A qué magistrados y a qué jueces deben acudir?

Respuesta: Deben acudir al Pretor Urbano y luego al tribunal de los Centumviri.

Casos de la Décimo Primera Recopilación de los casos prácticos de Marco Publio Venator:

7) Lucio Publio Venator debe defender un caso (en el sistema de las acciones de la ley) donde Marcio Tarpeyo y Saturnino Prisco discutían si Stico era libre o esclavo. ¿A qué magistrado y jueces concurren Marcio Tarpeyo y Saturnino Prisco? ¿Qué acción de la ley utilizan? En su caso, ¿Cuánto apuestan y Por qué?

Respuesta: Deben acudir al pretor urbano y luego al tribunal permanente de los decenviros, que entendía en cuestiones de libertad u ciudadanía. Utilizan la legis actio per sacramentum y la apuesta es de cincuenta (50) ases, por el principio favor libertatis.

8) Tutmoses Amenostris, un egipcio, debía demandar (bajo el sistema de las acciones de la ley) al romano Sergio Lúculo por división de un campo que tenían en común. ¿A qué magistrado y jueces concurren Tutmoses Amenostris y Sergio Lúculo? ¿Qué acción de la ley utilizan? Cómo está integrado el tribunal de jueces que entiende en la causa?

Respuesta: Deben acudir al Pretor Peregrino, y luego al tribunal de los Recuperadores, integrado por partes iguales por expertos en el derecho de cada uno de los litigantes, y asimismo por un especialista en un derecho neutral. La acción a utilizar es la legis actio per iudicis postulationem (pedido de juez).

Cuadro de Magistrados hasta Diocleciano

1) Roma:

a) Rey (753 a. J.C. – 509 a. J.C.): Magistrados supremos de Roma hasta la República.

b) Cónsules (509 a. J.C. – 367 a. J.C.): Luego de caída la Monarquía.

c) Pretores (367 a. J.C.): Podía ser urbanos (cuando intervenían ciudadanos romanos); peregrinos (participaban en litigios entre romanos y extranjeros, o éstos últimos entre si) y especiales (para presidir ciertos tribunales, o para determinados asuntos específicos, particularmente tutelas y fideicomisos).

d) Ediles: Se encontraban al lado de los pretores y mantenían algunas funciones judiciales en materia de ventas públicas de esclavos y animales.

e) Prefectos (Una vez constituido el Imperio): Surgen nuevos magistrados: el prefecto del pretorio y de la ciudad.

2) Italia: Magistrados Municipales (juicios hasta 15.000 sextercios).

a) Duumviros (eran dos):

b) Quartourviros (eran cuatro):

3) Provincias:

a) Gobernadores: Procónsules y Propretores.

b) Cuestores: Hacían el papel de Ediles.

Cuadro de Jueces hasta Diocleciano

1) Para cada asunto:

a) Iudex: Derecho estricto, siempre uno solo. Juez en sentido estricto, resolvía procesos que se reducían a una cuestión precisa de derecho, donde no entraba ninguna otra consideración.

b) Arbiter: Equidad y buena fe. Uno o más. Litigios en que era necesario apreciar según la buena fe y para los que había necesidad de tener poderes más extensos por ejemplo: un pleito entre socios.

c) Recuperatores: Juicios con extranjeros. Plural e impar. Siempre los había versados en el derecho de cada una de las partes (cada parte tenía derecho a ser juzgada de acuerdo a su legislación) y alguno en un derecho neutral, destinado a desempatar, en su caso.

2) Tribunales especiales:

a) Decemviri: 10 personas. Procesos de libertad y ciudadanía.

b) Centumviri: 100 personas. Procesos de estado de las personas, propiedad, sucesiones. Tres jueces por tribu.